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SE L'AMORE FA MALE

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Come si sviluppa un amore autodistruttivo? Il colpo di fulmine Le relazioni delle donne che amano troppo cominciano in un modo travolgente, spesso con un colpo di fulmine. Avviene così anche alla protagonista del libro "Quando il primo amore uccide" , Barbara  decide di perdere la sua verginità con un ragazzo che conosce da soli due giorni e di cui non sa niente. Dal punto di vista psicologico, spesso dietro la tendenza a fidanzarsi con qualcuno in un modo impulsivo, si nasconde la paura di stare da sole e il bisogno di avere un partner a tutti i costi. L'altro appare un "principe azzurro" anche se non si sa niente di lui perché si vede in lui la risposta ai propri bisogni. Si ignorano i propri bisogni ed esigenze  Le donne che amano troppo affrontano le relazioni sentimentali in un modo eccessivamente accondiscendente. In altre parole sono disposte a tutto, pur di essere amate. Barbara, che è vergine decide di avere rapporti sessuali c...

SI PUO'AMARE DA MORIRE, MA MORIRE D'AMORE NO!

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  Cosa significa essere innamorati nella società contemporanea? Quando l’amore ci esalta e ci arricchisce, e quando invece ci depriva e ci avvilisce? Secondo Giddens “L’amore cresce soltanto nella misura in cui aumenta il grado di intimità e ciascuno dei partner appare disponibile, non solo a rivelare all’altro le proprie preoccupazioni ed i propri bisogni , ma anche ad essere vulnerabile nei suoi confronti” (Giddens,1995, p.72). Sternberg aggiunge all’intimità, altre due componenti, per la costruzione di quello che chiama “l’amore perfetto” . Si tratta della passione , ovvero l’intenso desiderio di unirsi all’altra persona, e dell’ impegno , ossia la scelta e la volontà di far durare una relazione attraverso una decisione presa congiuntamente (Giusti, Bianchi, 2012). Tutto questo, ovviamente, è possibile in un rapporto caratterizzato dalla reciprocità , da un sostanziale equilibrio di poteri, in cui il bilancio dare/avere è pressoché paritario. Questo scambi...

PERSONALITA' DIPENDENTE E DIPENDENZA RELAZIONALE

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"Un’ indipendenza autentica poggia sulla capacità di dipendere da altre persone, e di permettere ad altre persone di dipendere da noi.   Dunque, più che di una polarità dipendenza-indipendenza sarebbe meglio parlare di dipendenze sane  e dipendenze patologiche , definendo patologiche le forme «non negoziabili» di dipendenza o le pretese, eccessive e illusorie, d’indipendenza.  Da una ricerca disperata dell’altro , visto come regolatore unico degli stati del Sé, a una fuga atterrita dall’altro , visto invece come minaccia alla propria integrità. Ma «dipendenza» è la parola giusta? Non secondo Bowlby , il quale ne coglie il sapore peggiorativo preferendo il termine «attaccamento» .  Non è vero, dice, come affermano i sostenitori della pulsione secondaria, che «una volta che il bambino può provvedere a se stesso, dovrebbe diventare indipendente».  E neppure «che ogni forte desiderio di una figura di attacc...

LA FERITA NARCISISTICA E IL NOSTRO MODO DI AMARE

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" [...] In un certo senso l’innamoramento ci consente di ri-vivere una esperienza di cui non abbiamo memoria conscia, ma che il nostro corpo ricorda: quella in cui eravamo appagati totalmente e l’Altro era in assoluta sintonia con i nostri bisogni. Mi riferisco ovviamente alla vita intra-uterina, ed all’Amore incondizionato che ci ha nutrito nelle prime fasi dell’esistenza.(Escludo da tale discorso gli individui per i quali tale esperienza è stata più traumatica che appagante, perche in tali casi ci troviamo solitamente di fronte a patologie gravi, che non verranno trattate in questo articolo). In ogni caso per ognuno di noi c’è stato un momento in cui siamo stati estromessi dal paradiso terrestre, in cui abbiamo smesso di essere il centro assoluto dell’interesse del mondo. Esattamente come, nel momento in cui finisce l’innamoramento, siamo costretti a fare i conti con e la delusione, e la realtà “per quella che è”.Perché l’innamoramento è innanzitutto una esper...

AMORE DIPENDENTE E AMORE SANO, COME DISTINGUERLI?

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Nella dipendenza affettiva l'altro serve a dare una ragione al nostro esistere: la nostra vita senza di lui ci apparirebbe priva di senso. La mancanza di amore per se stessi porta a dover trovare una conferma esterna del nostro valore, una convalida del fatto che noi meritiamo di essere amati.  Quando amiamo da dipendenti, l'altro ha per noi la funzione di uno specchio in grado di rifletterci un'immagine positiva e rassicurante che altrimenti non  riusciremmo ad avere.  A volte la nostra dolce metà viene anche esibita come un trofeo, come se essere il/la "partner di" fosse motivo sufficiente per essere stimati e per avere l'approvazione degli altri.  Quando si vive una relazione affettiva di questo tipo non si è "autocentrati" , ovvero non si ha ancora sviluppato al proprio interno una "base sicura" a cui poter tornare per trovare conferma , accettazione e amore in caso di frustrazione, difficoltà o crisi.  Lo sforzo d...

USCIRE DALLA DIPENDENZA AFFETTIVA NON E’ UN’ IMPRESA IMPOSSIBILE

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Si parla di  dipendenza affettiva  quando il “rapporto d’amore” è vissuto come condizione stessa della propria esistenza. Le persone che ne sono affette vedono nell’altro la fonte di ogni benessere e, pur di non rischiare di perdere l’oggetto del loro amore, sono disposte a  sacrificare qualsiasi bisogno  o desiderio personale fino al punto di  annullare il proprio Sé . Queste persone passano la loro vita a  mendicare l’“affetto”dell’altro ; lo idealizzano per sopperire ai sentimenti di inadeguatezza, vuoto, ansia, impotenza, scarsa autostima, non amabilità, che si trovano a fronteggiare. L’importanza attribuita all’oggetto amato spinge il dipendente affettivo a preservare il rapporto “sentimentale” ad ogni costo , fino ad assumere un atteggiamento di assoluta “dedizione”, adoperandosi affinché i bisogni e i desideri dell’altro vengano sempre soddisfatti. Questo atteggiamento è spiegato dal fatto che, nella dipendenza affettiva,  ...

DIPENDENZA AFFETTIVA, OVVERO?

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Un' ossessione che ci avvolge, ci paralizza e ci fa soffrire. Una mancanza così forte che genera dei veri e propri sintomi come se si trattasse dell' astinenza da una droga . Parliamo della dipendenza affettiva , un fenomeno venuto a conoscenza del grande pubblico solo negli ultimi decenni, ma che è in realtà connaturato alla storia del'uomo, o meglio sarebbe dire della donna, visto che si tratta di un disturbo che colpisce in grande prevalenza il gentil sesso (90%).  E ' stata Robin Nordwood coil suo bestseller "Donne che amano troppo", a metà degli anni 80', a portare alla ribalta il fenomeno del love-addiction , oggi ampiamento trattato dalla comunità scientififca.  Ciò che prima veniva identificato come un generico e allarmante maldamore è stato da lei scandagliato nelle sue dinamiche più perverse ed autolesive.  Ecco in sintesi come la stessa autrice spiega la patogenesi di questo fenomeno:  "Quando in famiglia i genitori litiga...